Ogni anno, il web cambia volto. Nel 2024, le tendenze del web hanno toccato sia il modo di cercare informazioni che il modo di concepire un sito. Tre movimenti di fondo si distinguono: l’aumento delle risposte generate dall’intelligenza artificiale nei motori di ricerca, la crescente esigenza di eco-progettazione digitale e il rafforzamento delle norme di accessibilità. Questi temi modificano concretamente la quotidianità delle aziende, degli sviluppatori e degli utenti.
Ricerca zero-click e IA generativa: il traffico web ridistribuito
Hai mai digitato una domanda su Google e ottenuto la risposta senza cliccare su alcun link? Questo fenomeno ha un nome: la ricerca zero-click. In breve, il motore mostra direttamente un riassunto, un estratto o una risposta generata dall’IA in cima alla pagina dei risultati.
Secondo uno studio di Bain & Company pubblicato a dicembre 2024, circa il 60% delle ricerche si conclude senza clic verso un sito esterno. La stessa indagine precisa che l’80% dei consumatori si basa su questi risultati zero-click almeno il 40% delle volte. Il traffico organico dei siti web diminuisce dal 15 al 25% di conseguenza.
Google ha implementato i suoi “AI Overviews”, dei blocchi di risposta redatti da intelligenza artificiale, su un numero crescente di query. Secondo un’analisi di Ahrefs su 300.000 parole chiave, la presenza di un AI Overview fa crollare il tasso di clic sul primo risultato organico di circa il 34,5%. Per i siti che dipendono dal posizionamento naturale, questo costringe a ripensare la strategia di contenuto. Il monitoraggio regolare delle notizie del web, ad esempio su informations-web.com, consente di misurare l’ampiezza di questi cambiamenti nel corso dei mesi.

Questo cambiamento ha un effetto concreto sul marketing digitale. Produrre un articolo ben posizionato non garantisce più un volume di visite stabile. I siti devono lavorare sulla loro presenza negli estratti arricchiti, strutturare i loro dati e proporre contenuti che l’IA non può riassumere in due frasi.
Eco-progettazione web: le nuove regole del W3C
Concepire un sito leggero e sobrio non è più solo una scelta etica. Il W3C (World Wide Web Consortium) ha pubblicato le sue Web Sustainability Guidelines, un riferimento tecnico che stabilisce criteri misurabili per ridurre l’impronta di carbonio di un sito internet.
Il documento copre diversi aspetti:
- La compressione e l’ottimizzazione delle immagini per limitare il peso delle pagine e il trasferimento di dati
- La riduzione del numero di richieste al server, in particolare eliminando script di terze parti non necessari
- La scelta di un hosting alimentato da fonti di energia rinnovabile, con indicatori di monitoraggio
- La durata di vita del codice: privilegiare tecnologie standard piuttosto che framework pesanti la cui obsolescenza richiede rifacimenti frequenti
Queste raccomandazioni non sono ancora giuridicamente vincolanti in Francia. La loro influenza si fa sentire nel web design e nello sviluppo: le agenzie che rispondono a bandi pubblici iniziano a integrare questi criteri nelle loro proposte.
Un sito più leggero si carica più velocemente e offre una migliore esperienza utente. L’eco-progettazione si allinea quindi agli obiettivi di performance SEO. Google favorisce le pagine veloci nei suoi ranking, il che allinea sobrietà ecologica e visibilità online.
Cosa cambia per un progetto web nel 2024
Uno sviluppatore che lancia un sito vetrina o un e-commerce deve porre la questione del peso fin dalla fase di progettazione. Ogni carosello di immagini, ogni video in autoplay, ogni font personalizzato aumenta il costo ambientale e il tempo di caricamento.
Gli strumenti di audit si moltiplicano. Alcuni calcolano il grammo di CO2 emesso per visita. Altri misurano il numero di richieste HTTP. Integrare questi audit fin dalla progettazione evita rifacimenti costosi qualche mese dopo la messa online.

Accessibilità digitale e conformità WCAG nel 2024
L’accessibilità web è passata da un tema di nicchia a un obbligo concreto per molte aziende. Le WCAG (Web Content Accessibility Guidelines), mantenute dal W3C, definiscono gli standard tecnici che consentono alle persone con disabilità di utilizzare un sito internet.
Nel 2024, la pressione normativa si intensifica. L’European Accessibility Act, che entra progressivamente in vigore, impone ai siti di commercio online e ai servizi digitali di rispettare un livello minimo di accessibilità. Le aziende che non si conformano si espongono a sanzioni e perdono una parte significativa di utenti potenziali.
Concretamente, rendere un sito accessibile implica lavorare su diversi punti:
- Il contrasto dei colori tra il testo e lo sfondo, verificabile con strumenti automatizzati
- La navigazione da tastiera, per le persone che non possono utilizzare un mouse
- Le alternative testuali su ogni immagine, affinché i lettori di schermo possano restituire l’informazione
- La struttura semantica dell’HTML (titoli gerarchizzati, moduli etichettati), che facilita la comprensione da parte delle tecnologie assistive
Questi aggiustamenti giovano anche al posizionamento. Un sito strutturato e leggibile dalle macchine ottiene risultati migliori nei motori di ricerca. Accessibilità e SEO condividono la stessa base tecnica.
Ricerca semantica e contenuto strutturato: adattare la propria strategia digitale
I motori di ricerca non leggono più le pagine parola per parola. Analizzano il significato globale di un contenuto, le relazioni tra i concetti e la pertinenza rispetto all’intenzione dell’utente. Questo è ciò che si chiama ricerca semantica.
Per un sito web, ciò significa che la qualità del contenuto prevale sulla ripetizione meccanica delle parole chiave. Un articolo che risponde precisamente a una domanda, con dati affidabili e una struttura chiara, sarà meglio posizionato rispetto a un testo pieno di termini generici.
I dati strutturati (schema.org) giocano un ruolo crescente. Permettono ai motori di comprendere se una pagina parla di un prodotto, di un evento, di una ricetta o di una recensione di un cliente. Un sito e-commerce che contrassegna correttamente le sue schede prodotto ha maggiori probabilità di apparire nei risultati arricchiti.
Il SEO nel 2024 si basa sulla comprensione dell’intenzione di ricerca, non su trucchi tecnici. Le aziende che investono in contenuti utili, ben strutturati e accessibili raccolgono risultati duraturi, anche di fronte all’aumento delle risposte generative. La sfida non è più solo attrarre traffico, ma diventare la fonte che l’IA cita quando genera le sue risposte.



