
Chanel partecipa a diverse sessioni del calendario ufficiale della Federazione dell’Alta Moda e della Moda, a cui si aggiungono appuntamenti extra che confondono il confine tra sfilata istituzionale ed evento privato. Risultato: il numero reale di show Chanel supera di gran lunga ciò che suggerisce il ritmo classico delle settimane della moda.
Sei sfilate principali all’anno: il fondamento ufficiale di Chanel
La Federazione dell’Alta Moda e della Moda organizza quattro sessioni femminili principali a Parigi ogni anno: alta moda a gennaio e luglio, prêt-à-porter a marzo e settembre-ottobre. Chanel figura in modo ricorrente in questi quattro calendari.
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A questi quattro appuntamenti si aggiungono due formati propri della maison. La sfilata Métiers d’art, creata per mettere in luce i laboratori specializzati (plumassieri, ricamatori, parruccai), si è affermata come un quinto passaggio annuale ricorrente. La collezione Croisière, presentata generalmente tra aprile e giugno, costituisce un sesto show di grande portata.
Si arriva quindi a un minimo di sei sfilate principali ogni anno, un volume che poche maison raggiungono nel circuito parigino. Una stima del guardaroba Chanel permette di misurare quanto questa cadenza si traduca in pezzi effettivamente prodotti e commercializzati.
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Métiers d’art e Croisière: le sfilate Chanel fuori dal calendario ufficiale
La sfilata Métiers d’art merita un’attenzione particolare. Questo appuntamento non rientra nel calendario della Federazione. È stato pensato per valorizzare le competenze dei laboratori acquisiti da Chanel nel corso degli anni: Lesage per il ricamo, Massaro per le calzature, Maison Michel per i cappelli, Lemarié per le piume e i fiori.
Ogni edizione si tiene in una città diversa, scelta per il suo legame con l’universo della maison o con l’artigianato locale. L’edizione Métiers d’art 2026 si è ad esempio svolta a Seul. Questo formato itinerante trasforma la sfilata in un evento culturale tanto quanto commerciale, con un budget di produzione che spesso supera quello di uno show parigino classico.
La Croisière, una sfilata commerciale strategica
La collezione Croisière (o Resort) risponde a una logica diversa. Presentata tra le collezioni principali, mira alle acquirenti dell’emisfero sud e alimenta le boutique durante il periodo di bassa stagione tra autunno-inverno e primavera-estate. La sua presentazione assume la forma di una sfilata autonoma, a volte organizzata fuori Parigi.
Croisière e Métiers d’art rappresentano un terzo del volume annuale di sfilate, il che relativizza l’idea secondo cui la settimana della moda parigina concentrerebbe tutta l’attività della maison.
Budget e logistica delle sfilate Chanel a Parigi
Il Grand Palais ha a lungo servito da scenografia principale per gli show Chanel. Karl Lagerfeld vi aveva installato ricostruzioni spettacolari: supermercato, giardino all’italiana, razzo di lancio. Queste scenografie monumentali mobilitano diverse centinaia di tecnici per settimane.
Le circa 120 stiliste della maison intervengono in anticipo e talvolta durante la sfilata stessa. Durante lo show di alta moda di luglio 2016, circa 80 di loro erano presenti sul palco in una scenografia che ricostruiva i laboratori di rue Cambon. Karl Lagerfeld aveva commentato: “Siamo nel grande lusso ed è divertente che la gente veda come si fabbrica, è fatto come cento anni fa.”
Ogni sfilata Chanel è un progetto di produzione a sé stante, con la propria direzione artistica, il proprio luogo e il proprio team tecnico. Moltiplicare questi eventi per sei (al minimo) dà un’idea dell’infrastruttura permanente che la maison deve mantenere.

Il vero numero di sfilate Chanel: oltre il conteggio ufficiale
Il numero di sei sfilate annuali racconta solo una parte della storia. Diversi fattori gonfiano il volume reale delle presentazioni:
- Gli show ripetuti o ridiffusi in altre città per clientela locale, in particolare in Asia e Medio Oriente, dove Chanel organizza presentazioni private che riprendono tutto o parte di una collezione già mostrata a Parigi.
- Le presentazioni dette “trunk shows” in boutique, che non assumono la forma di una sfilata classica ma mobilitano modelli e una messa in scena comparabile.
- Gli eventi legati ai lanci di prodotti specifici (gioielleria, orologeria), che prendono in prestito i codici della sfilata di moda senza portarne il nome.
Il volume reale delle presentazioni Chanel supera significativamente le sei sfilate ufficiali. La maison non comunica sistematicamente sui suoi eventi privati, il che rende difficile stabilire il conteggio totale dall’esterno.
Transizione alla direzione artistica
L’arrivo di Matthieu Blazy alla guida dello studio Chanel ha rilanciato l’attenzione su questi appuntamenti. La sua prima sfilata di alta moda autunno-inverno 2026-2027 è stata elogiata dalla stampa specializzata, con una prima fila che riuniva Catherine Deneuve e Vanessa Paradis. Resta aperta la questione se il nuovo direttore artistico manterrà il ritmo di sei sfilate annuali o lo farà evolvere.
Il formato Métiers d’art, molto identificato con l’era Lagerfeld e poi Virginie Viard, potrebbe essere ripensato. Tuttavia, le quattro sessioni parigine e la Croisière sembrano strutturalmente ancorate nel modello economico della maison.
Chanel produce quindi ogni anno un minimo di sei grandi sfilate, a cui si aggiungono presentazioni private ed eventi satelliti il cui numero varia. Questa cadenza colloca la maison tra le più attive del calendario moda mondiale.