Misurare l’adozione del digitale in Francia implica superare i discorsi di annuncio per guardare i dati di utilizzo reali. Tra la diffusione dell’IA generativa nella popolazione, il quadro normativo europeo che si precisa e le scelte delle aziende francesi, le tendenze del digitale e della tecnologia nel 2024 delineano un panorama in cui i numeri di adozione contraddicono a volte le percezioni comuni.
Adozione dell’IA generativa in Francia: i dati che contano
Il Barometro del digitale, guidato da Arcep, Arcom, CGE e ANCT, fornisce la fotografia più affidabile degli usi digitali dei francesi. I risultati pubblicati mostrano un’accelerazione netta dell’IA generativa: il 48 % dei francesi di 12 anni e oltre dichiara di utilizzare un’IA generativa, contro il 20 % nel 2023.
Tra i 18-24 anni, questo tasso raggiunge l’85 % di utilizzo dichiarato. ChatGPT concentra da solo circa il 63 % degli usi di IA generativa in Francia, secondo una sintesi dell’agenzia Geo. Non è più un fenomeno di nicchia riservato ai professionisti del digitale.
Dal lato delle aziende, il barometro Hiscox x OpinionWay indica che il 67 % delle aziende francesi con almeno 20 dipendenti dichiara di utilizzare l’IA generativa. Il passaggio a un uso maggioritario è avvenuto rapidamente, nell’arco di pochi trimestri. Le notizie relative a queste trasformazioni sono regolarmente coperte su infos-net.com, che segue l’evoluzione delle tecnologie e del digitale nel tempo.
| Indicatore | 2023 | 2024-2025 |
|---|---|---|
| Uso IA generativa (popolazione 12 anni e oltre) | 20 % | 48 % |
| Uso IA generativa (18-24 anni) | Non disponibile | 85 % |
| Aziende (20+ dipendenti) che utilizzano l’IA generativa | Non disponibile | 67 % |
| Quota di ChatGPT negli usi di IA in Francia | Non disponibile | ~63 % |

Regolamento europeo sull’IA: un calendario che pesa sulle aziende
L’AI Act europeo, entrato in vigore progressivamente, costituisce il primo quadro normativo vincolante al mondo per l’intelligenza artificiale. I divieti riguardanti i sistemi a rischio inaccettabile (valutazione sociale, manipolazione subliminale) sono i primi ad applicarsi.
D’altra parte, gli obblighi più gravosi, quelli che riguardano i sistemi di IA definiti “ad alto rischio”, hanno visto le loro scadenze posticipate al 2027-2028. Questo slittamento cambia le carte in tavola per le aziende francesi ed europee che si stavano preparando alla loro messa in conformità.
Le implicazioni concrete di questo calendario meritano di essere dettagliate:
- I fornitori di modelli di IA a uso generale (come i grandi modelli di linguaggio) devono documentare i loro processi di addestramento e rispettare il diritto d’autore europeo fin dalle prime fasi di applicazione.
- I sistemi di IA utilizzati nel reclutamento, nella valutazione del credito o nella giustizia rimangono classificati come “ad alto rischio”, ma le aziende hanno a disposizione diversi anni in più per conformarsi ai requisiti tecnici.
- La CNIL francese si posiziona come autorità di riferimento sulle questioni di dati personali legate all’IA, in aggiunta alle future autorità di vigilanza nazionali previste dal regolamento.
Questo rinvio delle scadenze crea un periodo di incertezza normativa. Le aziende che hanno investito precocemente nella conformità hanno un vantaggio, ma quelle che attendevano una data di scadenza ferma per agire guadagnano tempo.
Usi digitali dei francesi: smartphone, internet e fratture persistenti
Il Barometro del digitale conferma che lo smartphone rimane il terminale principale di accesso a internet per la maggior parte della popolazione francese. La quota di francesi che si connettono quotidianamente continua a crescere, in tutte le fasce d’età.
Il rapporto con il digitale rimane ambivalente. I dati del Barometro rivelano una tensione tra connessione intensiva e desiderio di disconnessione, particolarmente marcata tra gli utenti più attivi. Questa fatica digitale non frena l’adozione di nuovi servizi online, ma modifica il modo in cui i francesi gestiscono il loro tempo di schermo.

Per quanto riguarda la questione ambientale, gli utenti francesi esprimono una crescente sensibilità all’impronta ecologica del digitale, senza però modificare in modo massiccio i loro comportamenti d’acquisto di smartphone o attrezzature. Il bilanciamento tra costo economico e impatto ecologico pende ancora largamente dalla parte del prezzo, secondo i risultati del Barometro.
Frattura digitale e illetteratismo
I dati del Barometro mostrano che la frattura digitale non si riduce al solo accesso a internet. Una parte della popolazione rimane in difficoltà di fronte alle pratiche amministrative online, ai servizi bancari dematerializzati e agli strumenti di salute digitali.
I servizi pubblici e le collettività locali continuano a implementare dispositivi di accompagnamento, ma il divario tra gli usi dei 18-24 anni e quelli degli over 65 rimane molto marcato. La generalizzazione dell’IA generativa rischia di accentuare questo divario se gli strumenti non sono progettati con interfacce accessibili.
Trasformazione digitale delle aziende: oltre l’IA
L’IA generativa cattura l’attenzione mediatica, ma la trasformazione digitale delle aziende francesi non si limita a questo solo tema. Gli investimenti nella cybersicurezza, la migrazione verso infrastrutture cloud sovrane e l’adattamento alle normative europee sui dati mobilitano budget considerevoli.
La questione della sovranità del cloud europeo rimane un punto di tensione. Le offerte cloud americane dominano il mercato, e le alternative europee faticano a raggiungere una scala comparabile, nonostante gli incentivi normativi e i finanziamenti pubblici.
Le aziende devono anche fare i conti con la carenza di competenze digitali. Il reclutamento di profili specializzati in dati, IA e cybersicurezza rimane una sfida strutturale che frena la velocità di adozione delle nuove tecnologie.
Le tendenze del digitale nel 2024 si leggono quindi attraverso due lenti: quella dell’adozione da parte del grande pubblico, dove l’IA generativa avanza a un ritmo raramente osservato per una tecnologia, e quella delle aziende, dove le restrizioni normative e la mancanza di talenti temperano l’entusiasmo. Il passaggio dal 20 % al 48 % di utenti di IA generativa in meno di due anni rimane il dato più strutturante di questo periodo.



